Ostensorio testine d’Angelo

1.350,00

Questo ostensorio è realizzato in ottone bicolore ed è adatto a particole fino 7 cm di diametro. La base e il nodo sono realizzati in fusione e possono essere realizzati anche in versione dorata.

La parte superiore è composta da raggi in ottone stampati a caldo, in cui al centro si trova una ghiera in cui sono rappresentate testine d’angelo su nuvolette.

Altezza 60 cm

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COD: ART. 367 Categoria: Tag: ,

Descrizione

Ostensorio testine d’Angelo

L’ostensorio (dal latino ostendĕre, “mostrare”) è utilizzato nella liturgia cattolica per esporre all’adorazione dei fedeli l’ostia consacrata, che, in virtù della transustanziazione, è riconosciuta come il vero Corpo di Cristo. Al termine dell’adorazione eucaristica, il ministro ordinato impartisce abitualmente la benedizione con il Santissimo Sacramento esposto nell’ostensorio.

Generalmente realizzato in oro, argento o altri metalli preziosi, l’ostensorio è composto da tre parti principali: la base, il fusto e la teca (o lunetta), nella quale viene collocata l’ostia in modo visibile.

Origini e sviluppo

L’uso dell’ostensorio si afferma esclusivamente nella Chiesa latina. Si diffonde a partire dalla metà del XIII secolo, in concomitanza con la definizione teologica del dogma della presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. In questo contesto ebbe un ruolo significativo anche il cosiddetto miracolo di Bolsena (1263). Infatti, contribuì alla diffusione di pratiche come l’elevazione dell’ostia durante la Messa, l’istituzione della solennità del Corpus Domini e l’adorazione eucaristica.

Inizialmente si utilizzarono reliquiari, croci o tabernacoli adattati per esporre il Santissimo Sacramento. A partire dalla metà del XV secolo si impose progressivamente una forma cosiddetta “architettonica”, simile a una torretta o a un tempietto gotico, riccamente decorata e dotata al centro di una lunetta per l’ostia. Questa tipologia è ancora oggi in uso nella liturgia ambrosiana.

Dopo il Concilio di Trento (XVI secolo), prevalse nel rito romano la forma “a raggiera”, ispirata ai raggi del sole, simbolo di Cristo luce del mondo. Nei secoli successivi, soprattutto nel XVIII, gli ostensori si arricchirono di elementi decorativi come angeli adoranti, grappoli d’uva e spighe di grano, richiami simbolici all’Eucaristia.

In epoca contemporanea, dalla fine del XX secolo, si sono diffusi modelli più essenziali e stilizzati, nei quali l’apparato decorativo si riduce per lasciare maggiore centralità all’Eucaristia stessa. Spesso la tradizionale raggiera viene sostituita da linee più sobrie, circolari e minimaliste, in un linguaggio formale che privilegia semplicità e chiarezza.

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